Pubblicato da: vincos | luglio 22, 2007

Flotzam: Panopticon digitale

Amo gli screensaver utili e Flotzam (versione aggiornata di Flitterbook) è uno di questi. Basato su Windows Presentation Foundation mostra, attraverso una grafica accattivante, ciò che avviene in Flickr, Twitter, Facebook e nei nostri feed RSS (per ora purtroppo solo quelli aggregati tramite IE7).  Gli autori, che intendono svilupparlo ulteriormente, lo definiscono un Panopticon digitale…

flotzam

Sul blog è disponibile anche il codice sorgente.

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Pubblicato da: vincos | luglio 21, 2007

La storia dei tag

Come promemoria può essere utile tenere a portata di mouse questa storia dell’uso dei tag di Philipp Keller, che ha anche provato a visualizzarla utilizzando la metodologia hype cycle, usata da Gartner per rappresentare lo stato di diffusione di una tecnologia.

tagging history

Sul grafico le fasi sono definite come “technology trigger” (il momento di slancio che porta alla grande visibilità), “peak of inflated expectation” (l’apice dell’hype quando tutti i media ne parlano), “trough of disillusionment” (la fase di disillusione), “slope of enlightment” (la china mediatica). L’ultima fase, non rappresentata perchè non ci siamo ancora arrivati, è quella detta “plateau of productivity” (raggiungimento della produttività) ossia in cui la tecnologia in oggetto diviene largamente accettata e usata.

Quando “etichettare” un file diverrà una pratica comune ? Permettere il tagging anche attraverso software per il desktop molto diffusi (es. Windows Vista e Office 2007 lo permettono) potrà aiutare ?

Il video

Pubblicato da: vincos | luglio 19, 2007

Voci dalla blogosfera: Enrico Sola aka Suzukimaruti

Seconda puntata della rubrica “Voci dalla blogosfera” con la quale vorrei cercare di cogliere i pensieri dei blogger italiani attraverso 5 domande fulminanti, tra il serio ed il faceto, ad alcuni di loro.

solaxEcco le risposte di Enrico Sola, meglio conosciuto in rete come Suzukimaruti, che si definisce “un thirtysomething di Torino che per lavoro scrive cose disparate e bazzica con umore variabile gli ambienti della comunicazione”. Io direi brillante scrittore e appassionato conduttore radiofonico. 

– Il blog è morto ?

Assolutamente no, ma sta per fare la fine del marziano di Ennio Flaiano, cioè non fa più notizia. Anzi, per qualcuno – costantemente in ritardo sui tempi che corrono – è una novità frizzantissima: le imprese. Negli ultimi mesi sento solo imprese che ripetono “blogblogblogblogblog…” come un mantra e nascono nuovi blog aziendali a grappoli. C’è gente convinta che le masse accorrano festanti se nasce un blog sulla produzione di profilati metallici o sull’arredobagno. Ogni tanto nasce pure qualche blog aziendale interessante, ma per quanto concerne i blog “civili” direi che il fenomeno ha toccato il limite massimo della sua espansione tramite avanguardie. Magari il numero dei blog crescerà ancora, ma sarà solo una crescita quantitativa: i prime movers sono arrivati tutti.

– Quale sarà la “next big thing” ?

Sono convinto che dopo il Web 2.0, che per di più è una formula un po’ buttata lì e che dice poco, il prossimo fenomeno sarà il Where 2.0 (non a caso O’Reilly ha fiutato la cosa da un paio d’anni). Penso a un sistema che integri e aggreghi la presenza reale – cioè la posizione geografica degli utenti – e quella virtuale, sparsa in decine di blog e derivati. Cioè, io fossi la Nokia mi inventerei un cellulare col GPS (che funziona) e che si integra con i sistemi di micro-blogging tipo Twitter. E mi piacerebbe, per esempio, entrare in una sala conferenza e leggere tutti i “cinguettii” della gente seduta lì dentro, anche se è gente che non ho tra i “friends” di Twitter. Ragionando sul “dove” e tenendo conto che gli utenti si muovono (mentre ora i servizi mobili non distinguono tra gente ferma e in movimento: al massimo sono versioni “leggere” di servizi per persone “ferme”), potrebbero nascere decine di servizi nuovi e assolutamente più vicini alla vita che facciamo.  

– Il blog che manca ossia quale personaggio/azienda ti piacerebbe bloggasse ?

Dopo aver insistito più di un anno affinché Giorgio Valletta aprisse il suo blog www.giorgiovalletta.com (che è di gran lunga il miglior blog musicale italiano e ha un doppio podcast settimanale che è una manna dal cielo per chi ha scoperto che nel 2007 c’è della musica interessante al di là delle compilation di revival Anni Ottanta), credevo di aver saziato i miei desideri blogosferici. Invece mi rendo conto che la vita senza un blog di Luciana Littizzetto è un po’ più triste del solito. Ma mi accontenterei di molto meno: per esempio vedere riaperto Weekendance www.weekendance.com, il blog di Fabio De Luca.

– L’applicazione alla quale non rinunceresti ?

E’ sicuramente Newzie (www.newzie.com): per quanto mi riguarda, il miglior lettore di feed RSS che c’è in giro. Ha il pregio che mette i feed in ordine di aggiornamento e, soprattutto, consente di monitorare anche i siti che non hanno gli RSS. Non chiedetemi come fa, ma funziona. Senza quello, mi perderei tutto il bello della Rete.

Detto questo, non potrei nemmeno vivere senza Word: faccio un lavoro disgraziato per cui produco più di un milione di caratteri l’anno e senza di lui sarei perduto. E dire che ci ho provato ad usare altri word-processor, ma non c’è storia.

– La cosa che ti piace fare di più quando non blogghi ?

Beh, in quanto flaneur  con venature bucoliche la cosa che mi piace fare di più in assoluto è guidare senza meta per la collina torinese con l’autoradio a tutto volume, rigorosamente solo in macchina. Lo faccio più o meno ogni sabato pomeriggio, consapevolissimo che è un hobby improduttivo, inquinante, costoso e pure un po’ da orso. Infatti, come foglia di fico, a fine viaggio scatto un paio di foto brutte con la reflex e mi guardo bene dal pubblicarle. Ma almeno posso dire a mia moglie “esco a fare un po’ di foto”.

– Condividi con noi un link che merita

Il sito del Comune di Robassomero (http://www.comune.robassomero.to.it/).  Robassomero è un piccolo comune vicino a Torino e ha il merito di essere stato il primo Comune Denuclearizzato d’Italia, grazie all’intuizione del suo grande Sindaco di allora.
Però è anche il Comune con il sito più brutto dell’universo, al punto che è diventato una sorta di mito carbonaro online. So di docenti universitari che lo usano da anni come esempio estremo di come NON si fa un sito Web e credo pure che presto sbarcherà su un manuale di Web-design. Pure io lo faccio studiare nei miei corsi, ma come esempio di “entusiasmo tecnologico”: l’euforia data dalla libertà di usare strumenti creativi alla portata di tutti, talvolta genera “mostri”, soprattutto se auto-prodotti.

Personalmente, impazzisco per la pagina d’apertura che si chiama “defolt”. 🙂

Technorati tags: , , , ,

Pubblicato da: vincos | luglio 19, 2007

La scala della partecipazione

Ho trascorso quasi un anno nelle Pubbliche Relazioni di Microsoft, cercando di capire gli impatti della tecnologia sui media (tradizionali e non) e sulle percezioni delle audience online. La domanda chiave è: chi accede alla rete ? Secondo questo report di Forrester (che considera gli Stati Uniti) è possibile segmentare la popolazione online, identificando dei profili “socio-tecnografici” secondo una “scala della partecipazione”.

ladder_3

Salta subito all’occhio il gran numero di coloro i quali non partecipano alla creazione di contenuti o di “conversazione” (il 52% possono essere definiti “Inattivi”, mentre il 33% sono dei semplici “Spettatori” che si dedicano alla lettura dei blog, all’ascolto di podcast e alla visione di video). Un gradino più in alto stanno i “Collezionisti” (15%) che quantomeno usano gli RSS e “taggano” siti. Più ampia la fetta di “Critici” (19%) ai quali piace commentare i blog o giudicare i contenuti, senza intervenire. Solo il 13% della popolazione online può essere annoverata tra i “Creatori” che partecipano caricando contenuti in rete (“user generated contents”). 

Prendere coscienza di questa segmentazione può aiutare le aziende ad individuare il target principale delle proprie attività di Marketing/PR e capire come, eventualmente, incoraggiare tali audience a salire i gradini della scala della partecipazione.

Se siete blogger potrete ricevere copia del report scrivendo a Tracy Sullivan [tsullivan at forrester.com] indicando nome e URL del vostro blog

P.S. post ripreso dal vecchio blog perchè ritenuto pertinente all’oggetto del nuovo

Pubblicato da: vincos | luglio 18, 2007

Social Media Index

Gli utenti della rete, non si accontentano più di scrivere sul loro blog personale, ma utilizzano tantissimi nuovi strumenti di produzione dei contenuti, frammentando la loro presenza online e la loro influenza su gruppi di persone più o meno estesi. I link incrociati, finora unico strumento di misurazione dell’influenza in rete, stanno perdendo significato ?

Partendo da questa constatazione David Brain, Presidente e CEO di Edelman Europa, ha proposto una metodologia per misurare la propensione sociale degli utenti della rete ed il loro grado d’influenza cross-mediale. Il Social Media Index individua 6 categorie di misurazione per ogni persona, attribuendo un voto pesato per riflettere il grado d’influenza di quel media, in quella determinata nazione.

Social Media Parametri Peso

Blogs

analisi del Google Rank, link in entrata, sottoscrittori rss, posizione alexa, focus sui contenuti, frequenza di aggiornamento,  numero di commenti

30%

Multi-Format

numero di amici in Facebook

20%

Mini-Updates

numero di amici, follower e aggiornamenti

25%

Business Cards

numero di contatti in LinkedIn

7%

Visual

numero di foto inserite dalla persona analizzata o che lo riguardano

3%

Favourites

analisi della presenza in Digg e delle persone che hanno valutato positivamente il nostro del.icio.us

15%

 

Da questo primo esperimento vien fuori – surprise, surprise 🙂 – che i blogger più seguiti e influenti sono anche quelli che utilizzano di più e meglio gli altri media: è molto probabile che chi segua il blog di Scoble, sia predisposto a seguirlo in ogni sua manifestazione online.

Mi piacerebbe capire cosa ne pensate, in particolare sarebbe utile sentire la voce di coloro che seguono le classifiche italiane BlogBabel, BlogItalia, Wikio.

Pubblicato da: vincos | luglio 17, 2007

Voci dalla Blogosfera: Luca Conti

Inauguro oggi una piccola rubrica con l’obiettivo di cogliere la voce della blogosfera italiana attraverso 5 domande flash, tra il serio ed il faceto, ad alcuni blogger. Fatemi sapere che ne pensate ! 

lucaconti Partiamo con Luca Conti, 31 anni, laureato in Scienze ambientali, consulente ed esperto di nuovi media sociali. Il suo Pandemia è al primo posto della classifica dei blog italiani e da poco ha aperto Social Media Corner.

– Il blog è morto ?

Il blog non è morto, semplicemente sta cambiando forma, sta mutando. Sta per essere inglobato in un sistema più grande e completo. Una componente essenziale della propria identità in rete.

– Quale sarà la “next big thing” ?

Non ho dubbi: un social network che permetta di aggregare la nostra presenza online sparsa in decine di siti diversi. Un social network di social network. non è un caso se Facebook ha così tanta attenzione

– Il blog che manca ossia quale personaggio/azienda ti piacerebbe bloggasse ?

Mi piacerebbe che bloggassero i direttori di Repubblica e Corriere della Sera. Mi piacerebbe che lo facesse chiunque gode di un osservatorio privilegiato sulla società italiana, business e non. La strada è lunga

– L’applicazione alla quale non rinunceresti ?

C’è chi dice che sia morta. Senza email non potrei vivere. Sono ancora fedele ad Eudora, da anni e anni. Sul web ormai ho trovato in Twitter un servizio unico in quanto a capacità di fare gruppo.

– La cosa che ti piace fare di più quando non blogghi ?

Rilassarmi leggendo un libro d’evasione o viaggiare per mete lontane e poco frequentate

– Condividi con noi un link che merita

Trovare gli articoli usciti su carta che parlano di rete, in rete, è praticamente impossibile. Preziosissimo è questo servizio: http://www.ufficiostampa.rai.it/aree/net.htm

Grazie Luca !

Pubblicato da: vincos | luglio 16, 2007

Blego Marketing: come sfruttare l’ego dei blogger

Certo che gli americani non riescono ad evitare di creare nuovi termini, l’ultimo che ho scoperto è “blego” ossia “blogger ego”. Il neologismo descrive l’attitudine dei blogger di tappezzare il proprio blog di widget e immagini che evidenziano la loro affiliazione a diversi network sociali. Nulla di male nel mettere in evidenza il nostro “web ego” a meno di non scadere nel fenomeno del “celolunghismo” (anche noi italiani coi neologismi non scherziamo). Gli uomini di marketing si sono accorti del fenomeno e lo stanno sfruttando, come fa notare Rohit, offrendo elementi differenti al fine di evidenziare:

  • le connessioni tra amici o appartenenti ad una community, il fenomeno è noto come “friending” tra i membri di MySpace o come “poking” tra quelli di Facebook
  • l’appartenenza ad un gruppo  (es. 9Rules, Blogburst, Global Voices Online)
  • le proprie abilità (es. X-Box)
  • la posizione in una certa classifica (es. Technorati, Wikio)

Conoscete altri esempi di blego marketing ?

Pubblicato da: vincos | luglio 13, 2007

Facebook rincorre MySpace

Qualche giorno fa ComScore ha mostrato le statistiche di vari social network puntando l’attenzione sulla vistosa crescita di Facebook (determinata dall’apertura delle iscrizioni e della piattaforma). In particolare sono aumentati le iscrizioni dei minori di 18 anni e degli appartenenti alla fascia 25-34. Pronta la risposta di MySpace che in un comunicato stampa ha precisato di essere il re delle reti sociali. In effetti se diamo un’occhiata ai dati non ci sono dubbi, ma mentre il network di Murdoch ha già avuto il suo picco di popolarità anche nei media tradizionali, Facebook sta iniziando ad averlo ora (aiutato anche dai rumors di un possibile interessamento di Microsoft). 

myspacevsfacebook

Pubblicato da: vincos | luglio 12, 2007

Le tendenze del Web 2007

I tipi dell’agenzia di strategic design Information Architects hanno aggiornato la mappa delle tendenze del web (Web Trend Map 2007 Version 2.0), basata sulla topografia della metro di Tokyo. Hanno considerato 200 siti di successo e li hanno ordinati per categoria, prossimità, popolarità, grado d’innovazione e prospettive future.

iA_WebTrends_2007_2_sm

Un divertissement non privo di scelte opinabili, ma che può essere utile come “guida pratica for dummies” da stampare e appendere (è possibile scaricare il pdf, l’immagine in varie dimensioni o lo screensaver)

via InfoSpaces

Technorati tags: , ,
Pubblicato da: vincos | luglio 11, 2007

Blogger senza blog

Paolo Valdemarin nota che i blogger catturano l’attenzione delle agenzie di PR (e delle aziende committenti) perché rappresentano un’avanguardia nell’utilizzo della rete che permette loro di essere mediamente più informati.

Il fatto che questi utenti abbiano un blog è puramente strumentale (il blog serve per partecipare all’ecosistema) ma potrebbero benissimo esserci utenti in questa categoria che non hanno un blog, e probabilmente l’emergere di nuove forme di social networking creerà presto nuove classi di “blogger senza blog”.

Condivido tranne che per l’uso del futuro…queste classi già esistono e iniziano ad essere oggetto di attenzioni. Il problema per le agenzie di PR è quello di individuare i più influenti e capirne il comportamento all’interno del/dei social network.

Technorati tags: , , ,

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