Pubblicato da: vincos | agosto 4, 2007

Vincos Restyling…aggiornate i vostri bookmark !

Ho deciso di spostare definitivamente questo blog sul dominio Vincos.it, che conterrà anche la galleria delle mie foto in alta risoluzione (tab vincos images).

Promettendovi che non farò più altri spostamentiWink vi chiedo la cortesia di aggiornare eventuali link a questo blog dalle vostre pagine.

Il feed rimane, invece, lo stesso http://feeds.feedburner.com/vincos

Per aiutarmi a migliorare lasciate pure i vostri commenti sul nuovo blog

Vincos Blog

↑ Grab this Headline Animator

 

Pubblicato da: vincos | agosto 1, 2007

Social Network e Culture nazionali

ComScore ha rilasciato i dati annuali relativi ai visitatori dei social network. Si riconferma re MySpace con un distacco rilevante rispetto agli altri competitor. Facebook cresce molto grazie alla sua maggiore apertura, insieme a Tagged. (in basso una mia rielaborazione grafica).

socialnetwork

Interessante notare come ancora non esista IL social network, ma come il successo dei social network sia legato alla capacità di interpretare o riflettere le culture nazionali: MySpace e Facebook spopolano nel Nord America, Bebo è forte in Europa, Orkut in America Latina, Friendster in Asia Pacifico.

Technorati tags: , ,
Pubblicato da: vincos | luglio 30, 2007

Voci dalla Blogosfera: Giuseppe Granieri

Quarto appuntamento di “Voci dalla Blogosfera” con Giuseppe Granieri, giornalista, scrittore ed animatore del dibattito italiano sulla rete.

gg_solaLa sua ultima fatica cartacea è  “La Società Digitale“, quella digitale è “Lucania.Social” nata per riunire i lucani della rete “timidi e dispersi come i nostri paesini montani” (come me ;-)

- Giuseppe, il blog è morto ?

Affatto. Quello che chiamiamo blog non è lo strumento, ma è -piuttosto- la capacità di ogni individuo di avere un suo canale personale. Ed è una conquista sociale da cui non si tornerà indietro. Che poi il prossimo tool si chiami blog o Superpippo non cambierà nulla :)

Certo, ogni tanto fa snob dire il blog è morto. In quel caso pero’ in genere non si celebra il funerale dell’espressione individuale, ma il funerale dell’attenzione di chi fa l’affermazione nei confronti di quanti hanno qualcosa da dire.

- Quale sarà la “next big thing” ?

Un maggiore senso di responsabilità ;)

- Il blog che manca ossia quale personaggio/azienda ti piacerebbe bloggasse ?

Derrick de Kerckhove. Ma non siamo ancora riusciti a convincerlo :)

- L’applicazione alla quale non rinunceresti ?

L’email Blackberry

- La cosa che ti piace fare di più quando non blogghi ?

Se intendi “in rete”,  è un insieme di cose che portano tutte ad una stessa attività: incontrare e scoprire persone, che sono grandi contenitori di storie e di esperienze e conoscenze individuali.

- Condividi con noi un link che merita

http://www.anobii.com o http://www.finetune.com. Libri e musica distillati socialmente :)

Technorati tags: , , , , ,

Pubblicato da: vincos | luglio 27, 2007

La natura del micro blogging + Inviti per Pownce

Non sono un incallito utilizzatore di Twitter, ma ho iniziato ad usarlo per capirne il funzionamento e le implicazioni socio-psicologiche. Fino a ieri pensavo che fosse un strumento per fare del micro blogging, inviare pensieri personali, magari repentini e spontanei, a gruppi di persone che sono interessate a leggerli (i nostri follower). Fino a ieri, di conseguenza, ingenuamente, avevo percepito questo servizio come una sorta di Instant Messaging di gruppo più evoluto.

twitter          jaiku  

Poi ho scoperto che questi messaggi vengono indicizzati dai motori di ricerca e sono rintracciabili facilmente in rete anche da coloro ai quali non erano diretti. Insomma non mi ero accorto che avere un account Twitter, Jaiku, Pownce equivalesse ad avere una pagina web pubblica. Di conseguenza potrebbe accadere che i “cinguettii” spensierati su Twitter oscurino i post più ponderati del proprio blog.

Pownce

Con questa consapevolezza v’invito a testare Pownce, simile a Twitter, ma con la possibilità d’inviare file e di creare gruppi di destinatari.  Ho 10 inviti per primi che commenteranno questo post.

Technorati tags: , , ,

Pubblicato da: vincos | luglio 27, 2007

Twingly: visualizza la blogosfera

Affascinante questo Twingly, uno screensaver creato primelabs.com, in grado di visualizzare l’attività in tempo reale dei blogger di tutto il mondo.  

Technorati tags: , ,

Pubblicato da: vincos | luglio 26, 2007

Brevi del 26.07.07

Microsoft lancia “Open Source at Microsoft” un sito istituzionale per chiarire la sua posizione sull’OSS.

Update: l’amico Bill Hilf (General Manager of Platform Strategy) ha annunciato durante l’OSCON che Microsoft sta sottoponendo le sue licenze shared source all’Open Source Initiative

Sono 17.802 i dipendenti di Microsoft su Facebook (su un totale di quasi 70.000). Bill ha solo 57 amici, mentre Ray Ozzie ne ha 105

Microsoft si aggiudica la gestione della pubblicità su Digg

Le statistiche del web secondo Microsoft: Gatineau prende forma. Per partecipare scrivete a Ian del team Digital Advertising Solutions  

Pubblicato da: vincos | luglio 25, 2007

Primarie 2.0

L’altra sera si è svolto il primo dibattito televisivo tra i candidati democratici in corsa per le primarie. L’evento è stato ospitato da CNN e Google che hanno concepito un formato nuovo: far rispondere i candidati anche a domande caricate su YouTube.  Circa 3.000 persone hanno partecipato (una trentina quelle scelte dalla CNN) toccando le tematiche più disparate con domande cantate, fatte dal bagno o da un pupazzo di neve preoccupato per il riscaldamento della Terra (vi rimando all’analisi di Sofi).

Quello che però mi sembra più interessante è la strategia di comunicazione adottata da alcuni candidati. Tutti hanno un proprio sito, un blog, uno spazio su MySpace, Facebook, Flickr, YouTube. Inoltre:

  • Hillary Clinton si è impegnata a rendersi più simpatica attraverso una parodia filmata dei Sopranos (insieme a Bill). In più è presente su Eons;
  • Barak Obama ha aperto addirittura un proprio social network MyBarackObama. E’ presente anche su Eventful, Partybuilder, Twitter. Inoltre ha sollecitato domande via SMS la sera precedente al dibattito, promettendo una risposta successiva sul proprio sito;
  • John Edwards utilizza anche Hi5, 43 Things, del.icio.us, Essembly, Gather, PartyBuilder. Anche lui ha chiesto un’interazione via SMS la sera precedente al dibattito, promettendo risposte sul sito; Carino il suo video “Hair” (che ironizza sul suo taglio di capelli da 400 dollari, per il quale è stato attaccato);
  • Chris Dodd ha sollecitando domande attraverso video, offrendo un ricco follow up attraverso il suo canale su YouTube ed il sito che offre: video inediti girati prima del dibattito e i live streaming su UpStream;
  • Dennis Kucinich ha solo un sito e un canale YouTube, ma ha girato un video col quale esorta ad inviare un SMS alla Casa Bianca per accellerare una conclusione pacifica della guerra in Iraq (al numero 73223 che corrisponde al testo “P-E-A-C-E”)  

Al momento Obama sembra essere il più seguito in rete

Dopo il famoso dibattito Nixon-Kennedy (1960) che rese evidente al mondo il potere della televisione, la corsa alla presidenza degli Stati Uniti potrebbe esplicitare l’importanza crescente dei nuovi media nella società odierna…

…Intanto in Italia Enrico Letta ha ufficializzato attraverso YouTube la volontà di partecipare alle  primarie del partito democratico. Peccato che il video sia troppo “costruito” e che il formato intervista sia stato preferito ad un messaggio rivolto direttamente “in camera”. Non basta avere un portatile per mostare di essere vicini agli “abitanti della rete” !

Pubblicato da: vincos | luglio 25, 2007

Voci dalla Blogosfera: Paolo Valdemarin

Terzo appuntamento con le “Voci dalla Blogosfera“. Questa volta vi propongo il punto di vista di Paolo Valdemarin, lungimirante fondatore di evectors ed osservatore della rete esperto di social software.  

valdemarin- Paolo, il blog è morto ?

No, mi sembra che il blog stia meglio che mai.

- Quale sarà la “next big thing” ?

I network sociali.

- Il blog che manca ossia quale personaggio/azienda ti piacerebbe bloggasse ?

Credo che sarebbe utile che i politici usassero seriamente questi strumenti.

- L’applicazione alla quale non rinunceresti ?

Il browser. ;-)

- La cosa che ti piace fare di più quando non blogghi ?

Suono la chitarra.

- Condividi con noi un link che merita

www.nova100.ilsole24ore.com

Leggi le precedenti risposte di:

Technorati tags: , , , ,

Pubblicato da: vincos | luglio 23, 2007

I Brand visti dai social media

Uno studio di Immediate Future ha indagato la popolarità e la reputazione di alcuni  marchi famosi all’interno dei social media (YouTube, MySpace, Bebo, Photobucket, Flickr, Digg, Ma.gnolia e Del.icio.us.).

In questo primo grafico si può notare in quale media viene maggiormente citato un certo brand.

immediate1

In basso il grafico che compara i marchi, considerando la classifica di Interbrand Top 100,  che rappresenta il valore commerciale (anche in termini prospettici) dei marchi più famosi, e lo “share of voice” misurato (la quantità di menzioni ricevute nei social media).

immediate2

Infine l’ultimo grafico ci dice qualcosa sulla reputazione in rete dei vari brand al momento in cui è stata fatta la rilevazione (Aprile 2007).

sentiment_in_social_network_groups_final

Mi sembra un buon punto di partenza, ma chiaramente il valore di un’analisi di questo tipo aumenta se si possono confrontare più rilevazioni nel tempo, visto che abbiamo a che fare con media/utenti molto dinamici.

Pubblicato da: vincos | luglio 22, 2007

Business Model e Lunga Coda dei Media

E’ disponibile il rapporto Future of Media 2007 dal quale ho tratto quest’immagine che mostra come ad ogni tipologia di media corrisponda un differente business model. 

long tail of media

I media tradizionali o di massa, posizionati sulla testa della curva, si rivolgono ad una audience indistinta di persone ed hanno un modello di business basato fondamentalmente su una pubbicità, anch’essa di massa, che va a ripagare un costo per contenuto molto alto.  

I media posizionati sulle “spalle” del grafico, indirizzano nicchie di audience specifiche, e presentano un business model che combina introiti da sponsorizzazioni e pubblicità con revenue in parte condivise.

I media che si trovano sulla coda parlano a micro audience, hanno un costo di produzione dei contenuti molto basso e possono permettersi un modello di business basato sulla condivisione elevata delle revenue. E’ necessario che la pubblicità sia quanto più personalizzata rispetto al pubblico di riferimento. 

Chiaramente non c’è un posto migliore o peggiore sulla curva, l’importante è studiare un modello di business che sia coerente col tipo di attività e di audience che si vorrà indirizzare.

Older Posts »

Categorie

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.